Il primo round della “querelle” che ha contrapposto Virgle contro Google ed Apple si è risolto a favore di Virgle; oggi infatti il gigante di Montain View ha comunicato di voler retrocedere dalla posizione presa che aveva determinato la rimozione della App Orange Button.

Spieghiamo meglio l’accaduto.

Lo scorso 19 ottobre riceviamo una mail da Apple nella quale in buona sostanza ci viene contestato di aver violato il marchio “Orange” di proprietà dell’omonimo gruppo inglese operante in mezzo mondo nel settore della comunicazione. Di più. Ci viene addirittura contestato di aver “falsamente simulato di essere affiliati al gruppo Orange per non si comprende quali presunti benefici”.

 

 

 

In sintesi ci viene contestato di aver usato l’aggettivo “Orange” rispetto al sostantivo “Button” con la presunzione che questo fosse di esclusiva del gruppo Orange. Quindi, a parere di Apple, l’arancione non è più un colore utilizzabile liberamente (sic!?).

Rispondemmo subito con una lettera nella quale contestavamo in toto quella posizione che, pare solo il caso ricordarlo, era illogica e totalmente insostenibile.

 

 

Dopo questa corrispondenza il Gruppo Orange ha scritto varie email nelle quali si riservava di valutare la situazione e Apple, dimostrando equità nel suo comportamento, ha cercato di comprendere meglio e sopratutto sollecitare il Gruppo Orange stesso a prendere una posizione definitiva senza peraltro “toccare” la nostra app.

Pochi giorni dopo, esattamente il 30 ottobre 2017, anche Google ci invia la stessa contestazione.

 

 

Abbiamo immediatamente risposto facendo riferimento alla controversia già in essere con Apple e inviando la medesima lettera nella convinzione che anche Google tenesse debito conto di una situazione nella quale le contestazioni che ci venivano mosse erano paradossali.

Questa la nostra email:

 

 

Diversamente Google senza dare altra comunicazione procede a rimuovere la nostra App Orange Button.

 

 

Quindi la nostra applicazione, frutto di anni di lavoro, brutalmente rimossa senza nessuna apparente possibilità di risoluzione. Anche perché mettersi a competere con Google pareva davvero improponibile e dobbiamo ammettere che ci siamo sentiti disorientati e con poche prospettive di risoluzione.

Abbiamo comunque deciso di contrastare Google innanzitutto con la seguente lettera, inviata anche alla sede italiana e quindi con la possibilità di procedere celermente con una formalizzazione per posta elettronica certificata.

 

 

 

 

Immediatamente siamo stati contattati da Google che evidentemente sollecitati dal tenore della nostra missiva avevano deciso finalmente di approfondire la questione e comprendere meglio la situazione. Dobbiamo ammettere che l’addetto di Google si è dimostrato innanzitutto molto diligente nell’approfondire gli elementi della controversia e, parole testuali, concluse “non riesco a darvi nessun torto”; rispondemmo “bene, quindi se non riuscite a darci torto, non potrete fare altro che ripubblicare la nostra app”. A quel punto ci fece capire che la strada sarebbe stata complessa anche perché muovere una società come Google è particolarmente complesso.

Diversamente ieri sera è arrivata la mail dal Team di Google che si occupa della gestione delle App con la quale ci veniva comunicato che la nostra App sarebbe stata ripubblicata aderendo quindi alle nostre ragioni.

 

 

Dobbiamo ammettere che questa soluzione ci ha confortato molto. Non solo per la soddisfazione di poter recuperare il nostro lavoro e la nostra applicazione ma anche per aver avuto dimostrazione che Google sa essere equa nonostante l’infinitesima importanza che una società come la nostra possa avere rispetto alle dimensioni del colosso di Montain View.

Ora non resta che attendere per comprendere quale sarà la posizione di Apple con la speranza che anche loro possano finalmente darci ragione e giustizia rispetto alle assurde pretese del gruppo Orange.