Per un disabile che non ha la fortuna di aver conseguito la patente di guida, possedere un mezzo proprio o un amico di fiducia che possa accompagnarlo, muoversi fuori casa, anche per brevi tratti, può rappresentare un grosso problema e l’unica alternativa “accessibile” è rappresentata dai mezzi pubblici.

Vogliamo innanzitutto precisare che come è giusto che sia, un disabile non ha l’obbligo pagare la corsa, tuttavia dietro a questa concessione vi sono complesse situazioni burocratiche che costringono lo stesso, a richiedere presso ATAF uno speciale permesso, grazie al quale la corsa diviene gratuita per un tempo illimitato ed anche un ipotetico accompagnatore, non pagherebbe il transito. Tutt’altro che semplice, nonché poco pratico raggiungere questo obiettivo, ma in italia, ormai lo sappiamo, nessuno di coloro che dovrebbero muoversi per semplificare le cose, sembra avere interesse a farlo e noi, l’anello più debole e fragile della società, ne risentiamo.

Dopo aver ottenuto la concessione, tutti i nostri problemi parrebbero già risolti, ma siamo solo all’inizio di una lunga serie di vicissitudini che renderanno, inevitabilmente  preoccupante ogni nostro spostamento. Non tutti i mezzi, infatti, sono adeguati alla salita ed alla discesa delle carrozzine. Vi pare giusto, nel 2016?

L’autista dovrebbe avere la competenza, nonché, cosa assai importante, la pazienza, di aiutare il disabile, durante il transito sul mezzo, ma non tutti sono all’altezza della situazione. Si può trovare la persona gentile e premurosa che abbassa le sospensioni dell’autobus ed accompagna il disabile durante la salita e la discesa, facendogli spazio in mezzo alle persone, ma a volte si incontra anche quello che, per fretta, mancanza di tempo o ancor peggio di volontà, semplicemente abbassa la pedana ed invita lo sfortunato a transitare in fretta, prima della ripartenza.

Abbiamo ragione di lamentarci, questo sistema non è curato abbastanza, soprattutto dopo aver incontrato mezzi non adeguati o dotati di rampa motorizzata “guasta”, difatti quando questa non funziona, dobbiamo per forza chiedere l’aiuto di qualcuno, sperare di trovare un’anima pia che possa occuparsi di noi perché è davvero impossibile per una persona in carrozzina salire su un gradino così alto.

Quando invece troviamo la rampa fissa, dobbiamo sperare nella buona condotta dell’autista che dovrà abbassarla e magari far scendere di 4 o 5 centimetri le sospensioni dell’autobus, in modo tale da ridurre al massimo la difficoltà di salita e discesa.

Tutto questo riguarda il trasporto pubblico in area urbana, ma ancor peggio per chi trovandosi in città, decide di fare una girata fuori porta, per esempio, andare a respirare un po’ d’aria di mare. I mezzi di trasporto extra urbano, in particolar modo SITA, sono quasi sempre sprovvisti degli ausili per persone disabili. Mi è capitato più volte di dover viaggiare ed essere preso in braccio da amici, conoscenti o persino da sconosciuti. Umiliante ed assai pericoloso, purtroppo in tali circostanze non esistevano alternative, d’altronde la tentazione di seguire il gruppo di amici, in una calda giornata d’estate, fu irresistibile.

Mi sono stupito, non poco, osservando le facce dei responsabili, dubbiose ed incupite, come se io fossi una creatura proveniente da un altro pianeta!; continuavano a dirmi che la corsa non era adatta a me, tuttavia poi, ci siamo arrangiati. Questo non è davvero accettabile, in un’epoca ove la tecnologia, con semplicità, potrebbe permettere a noi tutti, lo spostamento su area urbana ed extra urbana con la piu assoluta semplicità, evitandoci fra l’altro complessi scomodi burocratici, permessi, prenotazioni, certificati, Mi pare evidente che quando una persona è seduta su una carrozzina, ha una disabilità ed io non devo essere costretto a decidere 1 settimana prima quando partirò, o portare 1000 certificati diversi alla centrale di servizio, per dimostrare che IO SONO DISABILE. Può essere tutto così semplice, invece viene reso tutto complesso, questo non aiuta,non ci identifica come persone, ma come soggetti disagiati ed accentua ancor più il disagio rispetto ad altri, che invece possono salire, scendere, fare le loro giratine o anche muoversi per necessità importanti, con il massimo confort.

Ancora una volta, gridiamo ad alta voce..SVEGLIATEVI!

Siamo in tanti ed i mezzi pubblici ci servono… Un maggior controllo ai mezzi, fondi stanziati per l’adeguamento ed una formazione di qualità al personale addetto. Basterebbe così poco per risolvere un problema così grande..