Negli ultimi decenni, sono state numerose, le opere di ristrutturazione e modernizzazione del territorio, ma nella quasi totalità dei casi fini a se stesse e non parte di un progetto più ampio che potesse abbracciare, nei dettagli, le necessità dei tanti disabili che ogni giorno, hanno bisogno di spostarsi con la carrozzina all’interno delle città.

Ciò testimonia tristemente una grande trascuratezza nei confronti della categoria protetta,questo negli anni passati così come agli inizi dell’ultimo secolo.

In questi ultimissimi anni, per fortuna, attraverso associazioni o gruppi,la categoria disabili chiede di poter essere ascoltata, soprattutto dalle istituzioni pubbliche che hanno il preciso dovere di venire incontro alle necessità delle persone con diversa abilità,Tuttavia, ad oggi, nonostante vi siano numerosi movimenti, sensibilizzati dalle precise necessità dei disabili che hanno contribuito a rafforzarne diritti e privilegi, non c’è ancora stato, un vero e proprio affiancamento con il sistema comunale per un adeguamento mirato ed efficace del suolo pubblico, pensando alle limitazioni ed alle problematiche legate al transito delle carrozzine.

Questi mezzi, per lo più elettrici, sempre più tecnologici, sono come “arti” per chi non può camminare e permettono spostamenti anche di diversi km, progettate con autonomia che raggiunge i 15/20km, potenzialmente capaci di permettere l’attraversamento di una media città, tuttavia quasi sempre, incapaci di consentire la salita e la discesa di grossi scalini, come quelli che incontriamo nelle più note città italiane.

Per un normo dotato, certi dettagli possono essere indifferenti, ma visto, dal punto di vista del disabile, è un vero e proprio ostacolo che costringe a soluzioni di transito alternative,non sempre disponibili, quindi nei casi peggiori, la rinuncia all’idea di raggiungere il luogo desiderato.

Assurdo e davvero ingiusto, aver visto da vicino e vissuto nei dettagli opere d’importante rimodernizzazione, ove sono stati rifatti punti di transito pedonale, eliminate buche, ma neanche una traccia di accesso “ribassato” per le carrozzine.

Personalmente sono testimone del fatto che in Perù ed in Brasile, paesi del terzo mondo, la maggior parte dei gradini, possiede la zona di accesso e discesa ribassata, nel rispetto della categoria disabile.. Come è possibile dunque, che in italia, si pensi a modernizzare una strada, tappare delle buche e non a creare dei punti di accessi per le persone diversamente abili?

Non ci sono dubbi, i comuni devono urgentemente creare un piano di adeguamento sul territorio, Firenze ad esempio, nella zona centro è quasi totalmente inadatta alle carrozzine. Come possiamo negare ad un diversamente abile, una passeggiata attraverso le meraviglie del nostro bellissimo centro storico, solo perché chi dovrebbe, non si è ricordato che una sedia a rotelle non è in grado di attraversare tutte quelle buche o salire scalini alti 5/6 centimetri.

La voce della comunità si farà ascoltare e questo è soltanto il primo monito di una situazione che non possiamo più accettare.

SVEGLIATEVI!!!

Dunque, come sempre sarà la tecnologia, legata alla comunicazione, nostra fedele amica e le soluzioni, col tempo, saranno doverose ed assolutamente inevitabili.