La tariffazione della sosta per i residenti non costituisce, nell’esperienza delle città europee, che l’hanno introdotta ormai da anni, un elemento di mera tassazione degli spazi pubblici ma si colloca all’interno di una più articolata politica della sosta e quindi della più generale politica dei trasporti. Se fino a qualche anno addietro si è dato per scontato che i residenti in aree regolamentate non dovessero essere costretti, per parcheggiare la loro auto, a pagare la tariffa di sosta o ad avere limitazioni temporali, è altrettanto vero che le auto dei residenti occupano degli spazi pubblici e soprattutto possono limitare gli effetti delle politiche di parcheggio.

La sosta residenziale viene comunemente affrontata in due diversi modi:

  • riservando un numero adeguato di stalli per i residenti (spazi gialli);
  • rilasciando permessi per la sosta negli spazi blu gratuitamente o a tariffe agevolate.

Nel primo caso ci si pone il problema di “quanti stalli riservare”, nel secondo caso di “quanti permessi rilasciare”: se si riservano ai residenti troppi stalli di sosta o si rilasciano troppi permessi si rischia di limitare il numero dei parcheggi alla sosta operativa e alle aree di carico e scarico, viceversa, si rischia di penalizzarli qualora se ne riservino ai residenti in misura insufficiente. Ogni scelta riguardante l’introduzione del pagamento della sosta residenziale, non può essere fatta se non si hanno bene chiari gli obiettivi che si intende perseguire con una politica complessiva della sosta, che non può prescindere da una visione e comprensione integrata dell’intero sistema della mobilità, dall’analisi dei diversi modi di trasporto, dei comportamenti di viaggio, dell’uso del territorio. Nel sistema della mobilità la sosta operativa è una componente fondamentale, ed assume funzione di ‘servizio’, perché consente di svolgere attività in più luoghi localizzati in diverse parti del territorio. Uno dei principali obiettivi che le amministrazioni intendono perseguire e sul quale tutti, in linea di principio, sono concordi, è il trasferimento della maggior parte dei viaggiatori dal trasporto individuale con mezzo privato a modalità meno impattanti sulla qualità ambientale ovvero il trasporto pubblico, e l’uso delle due ruote e della stessa circolazione pedonale in un ambiente sicuro. In tal senso la sosta, insieme ai cambiamenti comportamentali e all’uso del territorio, è uno dei principali elementi che può influenzare la scelta del modo di trasporto1.

La disponibilità di parcheggio attrae mobilità e Il controllo dell’offerta di sosta permette di regolare la quantità di veicoli attratti da certe aree. I parcheggi devono essere considerati quindi come dei veri e propri attrattori e generatori di traffico. La quantità di traffico generato dalla sosta dipende essenzialmente dalla durata della stessa (turnover), così come dal tempo impiegato nella ricerca del parcheggio. I parcheggi occupati da auto di residenti che non vengono spostate nell’arco della giornata (in percentuale variabile da città a città e da zona a zona) non generano traffico veicolare. Di contro, gli spazi di sosta con limitazione temporale generano potenzialmente un traffico pari al numero di auto che possono sostare, a turno, nella fascia oraria regolamentata. Ogni stallo in cui vige una limitazione della sosta limitata ad un’ora in un intervallo di 10 ore (es. 8.00-18.00) genera potenzialmente un traffico di 10 veicoli in arrivo e partenza in quella fascia temporale. Alcuni studi condotti in Germania hanno rilevato che mediamente, nelle aree centrali delle città, ogni spazio di sosta di breve durata attrae 5 veicoli in più rispetto ad un corrispondente spazio di lunga durata costituito dagli spazi espressamente destinati ai residenti o nei parcheggi di corrispondenza con i mezzi di trasporto pubblico. Da ciò si comprende come la proporzione tra il numero di stalli a frequente rotazione (limitati temporalmente o a tariffe elevate), stalli non regolamentati e stalli riservati, influenzando la durata della sosta, condizioni la quantità di traffico circolante nella zona. Per la definizione di una corretta politica della sosta, bilanciare le esigenze sottese a queste tipologie di sosta regolamentata non è affatto agevole. Occorre che siano ben chiare le priorità per il raggiungimento degli obiettivi, spesso conflittuali.

Per tale motivo occorre avere ben presente gli effetti che ciascun intervento può provocare nella mobilità complessiva; ma soprattutto che:

  • la sosta genera il cosiddetto “traffico alla ricerca del parcheggio”;
  • il traffico alla ricerca del parcheggio è una delle principali cause della riduzione delle velocità medie della circolazione compresa quella del trasporto pubblico;
  • maggiore è il turnover, maggiore è il traffico attratto dalla zona.

Se la politica che si intende perseguire è quella di garantire la massima accessibilità con il mezzo privato, occorre definire il maggior numero di parcheggi a rapida rotazione definendo tariffe economiche o addirittura gratuite senza limitazioni temporali; se si vuole privilegiare la sosta residenziale e la riduzione della circolazione, occorrerà riservare il maggior numero di stalli ai residenti contrassegnati con linee gialle; se infine, come oggi, non si regolamenta la sosta si ingenera in tutti l’aspettativa di trovare un posto libero incrementando il traffico alla ricerca del parcheggio, si favorisce la sosta di lungo termine che potrebbe essere eliminata utilizzando i mezzi pubblici e i parcheggi di corrispondenza o d’interscambio, si inducono i residenti a non utilizzare la propria auto, anche in condizioni di bisogno, per il timore di non ritrovare uno stallo libero. Le difficoltà nascono dal fatto che, soprattutto nei centri urbani, si ha la necessità di mediare fra differenti obiettivi e quindi si deve cercare un equilibrio tra le differenti esigenze. Queste difficoltà non riguardano solo la definizione delle tariffe e delle limitazioni temporali, ma anche la regolazione della sosta residenziale. Definire un certo numero di stalli ad utilizzo esclusivo dei residenti è una soluzione che consente di venire incontro ai residenti stessi, garantendo un certo numero di spazi per la sosta per non-residenti, è una soluzione di difficile calibrazione ma che soprattutto consente di utilizzare la sosta come strumento di mitigazione della circolazione. In assenza di grossi problemi di circolazione molte amministrazioni scelgono una soluzione più flessibile che prevede una copertura totale di zone blu senza parcheggi riservati ma con il rilascio di permessi (gratuiti o ad abbonamento privilegiato) che consentano di avere un adattamento dell’offerta di sosta, residenziale e non, alle diverse esigenze che si verificano nell’arco della giornata; nelle ore lavorative una parte dei residenti lascerebbero naturalmente i parcheggi ai clienti delle attività di zona, mentre nelle ore serali, in cui c’è minore richiesta per i clienti di zona, ci sarebbe maggiore offerta per i residenti.

Dalle indagini condotte nelle città italiane ed europee emergono, le seguenti principali regole e considerazioni per la definizione delle politiche di gestione della sosta, che possono essere riassunte nei seguenti criteri generali:

  • evitare comunque aree di parcheggio libero o non regolamentato nelle aree centrali;
  • l’adozione di tariffe che diminuiscono all’aumentare del tempo di sosta incoraggia la sosta di lunga durata;
  • prevedere una offerta di sosta in zone ad alta capacità attrattiva ma insufficientemente dimensionata incrementa il traffico alla ricerca di parcheggio;
  • il parcheggio libero e basse tariffe incrementano i volumi di traffico;
  • le tariffe per gli stalli in strada, devono essere superiori alle tariffe degli stalli fuori strada;
  • l’offerta di parcheggio in sede stradale nelle zone in cui c’è un sistema di trasporto pubblico efficiente deve essere tendenzialmente evitata;
  • l’istituzione di parcheggi a rapida rotazione nelle aree a forte attrattività deve prevedere tariffe con costi orari progressivi;
  • prevedere i parcheggi riservati per i residenti contrasta lo spopolamento delle aree centrali;
  • istituire sistemi di guida al parcheggio e sistemi che indicano la disponibilità di sosta favorisce lo scorrimento dei flussi alla ricerca di parcheggi e del traffico in generale;
  • evitare politiche di sosta non omogenee in aree vicine onde evitare di determinare spostamenti di domanda non voluti da una zona ad un’altra;
  • pubblicizzare in maniera efficace le motivazioni delle politiche della sosta adottate per convincere il maggior numero di utenti della bontà della scelta.

 

(estratto da “Studio per l’introduzione della sosta residenziale a pagamento“, Agenzia Mobilità e Ambiente Srl)

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