E’ un progetto realizzato grazie ad un cospicuo finanziamento della Banca Europea per gli investimenti oltre ad altri apporti di capitale di investitori privati.

Fra finanziamento e capitale si è riusciti ad arrivare a una quarantina di milioni di euro.

Spiccioli se si confrontano alla capacità finanziarie di Google che QUARANTA MILIONI DI EURO LI FATTURA IN POCO PIU’ DI TRE ORE.

E’ piuttosto inutile e tutto sommato anche deleterio e fuorviante che ci si impegni in investimenti del genere sopratutto quando si vuol far credere alla gente che l’Europa sta “investendo per contrastare lo strapotere di Google” nel settore dei motori di ricerca.

Una quindicina di anni fa si poteva competere con un algoritmo ma oggi, inutile sostenere il contrario, sono le infrastrutture, la potenza di calcolo ma sopratutto la possibilità di disporre di sistemi di intelligenza artificale, che possono dare un senso a quello che chiamiamo “motore di ricerca”.

Non è quindi comprensibile di come investitori anche importanti si siano imbarcati in questo progetto di QWant che non ha, a mio avviso, alcuna possibilità di competere con Google e rischia di fare la fine delle tante iniziative di questo tipo bruciando, in questo caso, un bel po’ di denaro pubblico.

Sarebbe bello poter avere un vero competitor di Google, sopratutto se europeo, ma all’orizzonte non c’è davvero nulla di serio e difficilmente si riuscirà a trovare le risorse sufficienti per realizzarlo.

(Fonte: P17A)