ABBIAMO PROVATO IL NUOVO “GOOGLE TRANSLATOR”, CON L’USO DELLE RETI NEURALI I RISULTATI SONO IMPRESSIONANTI

Abbiamo provato il nuovo Google Translator che ora, anche per l’italiano, utilizza le reti neurali di Big G; i risultati sono davvero impressionanti sopratutto se si vanno a tradurre testi più lunghi ed articolati, dove quella tecnologia si comporta meglio.
Uno strumento che, a nostro modo di vedere, è una delle innovazioni più significative degli ultimi anni offrendo la possibilità di poter comunicare in maniera semplice ed efficace anche in lingue non conosciute.
Da ora in poi, chi utilizza il servizio di traduzione di Google avrà un servizio che può fornire risultati più precisi e naturali. È il risultato dell’ultimo aggiornamento di Google Translator, che sfrutta eventualmente l’utilizzo di reti neurali anche per gli scambi che interessano la lingua italiana (insieme a molti altri idiomi che sono stati attivati contemporaneamente).
Nell’approccio adottato finora, Google Translator ha lavorato su sequenze di parole brevi che sono state tradotte, “dizionario alla mano”, prestando attenzione al contesto, ma limitato al blocco considerato al momento. Con l’apprendimento della macchina, il sistema può finalmente espandere i suoi confini traducendo intere frasi: in questo modo ogni termine viene opportunamente contestualizzato e tradotto seguendo il filo del discorso; Il risultato fornito dovrebbe essere più preciso e vicino a quello che una madre lingua farebbe.
Per questo motivo, afferma Google, i miglioramenti più sensibili si mostreranno nelle traduzioni di testo più ingombranti, mentre non possono essere osservati particolari cambiamenti nell’interpretazione di frasi singole o brevi.
Abbiamo avuto un’anteprima dell’introduzione di questo sistema durante un evento che Google ha tenuto a Milano qualche settimana fa, ma la traduzione è solo una delle aree in cui l’aiuto fornito agli algoritmi tradizionali sarà sempre più importante. Reti neurali.
Google è a conoscenza di esso e ora è all’avanguardia della ricerca in questo campo: dall’intelligenza artificiale a sistemi che guidano il riconoscimento degli oggetti di Google Images attraverso gli ultimi esperimenti di gameplay e accessibili tramite browser.